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Favola
E Korafa ed il Tuareg ripresero il Viaggio verso la Seconda Prova. SOFIA FAVELI - Terra di Mezzo - I° E.F
Questa favola ha dato spunto al viaggio Fezzan Sahara 2002 effettuato nel mese di Aprile da Donato Vassalli e Giovanni Santi. Il racconto è stato ritrovato in un’antica biblioteca di Aleppo ed è stato interpretato e tradotto da Sofia Faveli, esperta di saghe, racconti e tradizioni delle popolazioni meno conosciute o estinte. In questa prima parte l’inizio della storia della Regina e del percorso che ha portato alla sua scelta come Guida del Popolo del deserto. Premetto che questo racconto è solo uno dei tanti che narra della figura della Regina Korafa, ricordata e celebrata per il gran Cuore da tutto il suo popolo, che la considerava speciale ed unica Guida. Non ho avuto l’intenzione di tradurre questo racconto in modo letterale, né in forma integrale: semplicemente ho la speranza di potervi regalare una storia che vi faccia realmente "sentire" le motivazioni più profonde del viaggio intrapreso da Donato e Giovanni. Questo All’inizio
dell’addestramento, ogni allieva era affidata alle cure di un vecchio
Tuareg che, Korafa
terminò l’addestramento il giorno stesso in cui morì la vecchia
Regina: l’alba seguente, quando il sole Attirati dal grande falò che scintillava nitido tra i gialli-azzurri della sera e guidati da voci calde che inseguivano toni di scale armoniche, Korafa ed il Tuareg raggiunsero un accampamento. I canti rincorrevano danze sinuose di figure che giocavano attorno al fuoco, per poi dissolversi nella notte ormai calma come l’anima della futura Regina. I due ritrovarono nella tribù dell’Ubari, e nell’accoglienza ospitale del suo capo, riposo e conforto: quella sera Korafa gustò il piacere di cospargersi la pelle con oli profumati e di avvolgersi in vesti ricamate. Non poteva sapere che sarebbe stata quella dolce via a condurla verso la Comunione con il Fuoco, la prima delle quattro Esperienze, quella che le avrebbe toccato la parte più istintiva e passionale dell’anima per farla risuonare nell’immensità del Sahara. Quella notte, seduta attorno al falò che l’aveva guidata fin li, conobbe Anur, uno dei figli del capotribù: i suoi occhi curiosi e frenetici le catturarono ogni sensazione. La luce di quegli occhi forzava ogni segreto, squarciava ogni velo protettivo, ogni muro di cristallo che Korafa si custodiva nel cuore e nella mente. Ne fu quasi spaventata. E fu spaventata di sentire cosa stava emergendo dalla calma apparente del suo cuore, impaurita di sentirsi trasportare in avanti dalle p arole, dai racconti, dai suoni di quel ragazzo dai tratti decisi, ma paradossalmente armoniosi, nell’umana irregolarità dei particolari: Era un altro Piano. Anur era entrato nella vita e nell’anima di Korafa con violenta precisione, ma con piccoli teneri passi la fece camminare assieme a lui i quei sette giorni che seguirono, e ne sciolse le rigidità adolescenziali. Quello che la prima sera era stato cusa di paure, diventò coscienza di aver trovato il tassello del suo Mosaico. Coscienza dell’immensità celata nel cuore, dell’infinita potenza che si liberava dalla loro unione. E fu sensuale potenza quella che, l’ultima sera, unì ed esaltò i loro corpi appassionati in un amore teneramente forte ed intensamente dolce. Non c’erano più muri di cristallo ad impedire che le loro anime si compenetrassero fino a rinascere in un’unione totale. Era la prova del Fuoco: avere il coraggio di liberare tutta quell’esplosione celata nel cuore e imparare ad ascoltare i veri, profondi istinti. Quando l’alba svegliò i due accarezzando i loro occhi, entrambi erano consapevoli che le loro strade si sarebbero momentaneamente separate: avrebbero compiuto il loro Personale Percorso, sicuri che, Inshallah, mille dighe non avrebbero potuto deviare il corso del loro fiume destinato a ricongiungersi. Quello stesso giorno il Tuareg vide che gli occhi di Korafa avevano acquistato nuovo colore, erano la trasparenza dell’amore, non solo la determinazione di raggiungere un Alto Obiettivo. .......E ripresero il Viaggio verso la Seconda Prova. Viaggiarono Quando il sole iniziò ad eclissarsi dietro la sabbia con vampate di rosso tramonto, Korafa iniziò ad immergersi nelle fresche acque del lago. Fu un piacere immediato, una scossa che avvolse le sue membra. Ma Korafa sarebbe riemersa dal quella materia liquida solo all’alba. Durante la notte un freddo penetrante attanagliò, lento e subdolo, il suo corpo: fu un inizio di congelamento. In questo stato catartico capì come solo unendo l'intelletto, il ragionamento, la pazienza e la capacità di aspettare e soppesare con giusto giudizio, sarebbe stata capace di rendere efficaci le sue passioni. La sola passione non sarebbe bastata per governare un popolo. Quando
Korafa all’alba scivolò fuori da questo liquido, che le aveva
purificato la pelle e
la mente, i sensi e giù fino all'anima, il suo incarnato aveva
acquistato una trasparenza quasi eterea, la luminosità dei Puri. Era ora pronta per la Vera Prova: il giorno seguente, allontanatasi dal lago e circondata nuovamente da distese di sabbia e roccia, Korafa attese la notte. Quando il buio la avviluppò e fece esplodere sopra la sua testa infinite stelle a circondare la perfetta circonferenza lunare, Korafa cadde in meditazione. Si narra che la Nuova Regina venne sollevata nel cielo, contornata dalle ancelle stelle, e fu durante questa notte che conobbe e compenetrò l’essenza della Dea Luna. Sarebbe diventata, così, essa stessa Dea in terra e avrebbe compreso i misteri ed il grande Respiro Unisono dell'Universo. Stava celebrando il matrimonio con il suo popolo: le stelle si posarono sulle sue mani a disegnare luminosi tatuaggi che, a differenza di quelli tradizionali, sarebbero rimasti eternamente impressi. La stessa Luce entrò nei suoi occhi e li accese di infinito, mentre il blu della notte si posava sui capelli. I lineamenti di quel bel viso si confusero con le linee sinuose delle dune e i soffi impalpabili dell'aria. Quella notte Korafa respirò il cielo, sentì suoni di armonie arcaiche, compenetrò la terra e gli animali attraverso la luce radiante della Luna. Quella notte Tutto diventò parte di lei e lei parte di Tutto. Il
vecchio tuareg, che fu testimone di quella notte particolare, raccontò
negli anni a venire che mai vi fu un Evento di tale in All'alba l'aria era tersa e pervasa da un odore dolce ma deciso ai sensi, quasi eccitante: Korafa era la Nuova Regina, ed era pronta all’ultima Esperienza. Il vecchio tuareg la guidò ancora una volta attraverso il Sahara fino a giungere a Uadi Matandusch: in questa culla di antichi graffiti avrebbe scoperto la potenza e la forza delle sue radici, incise su pietre solide, dopo tanta sabbia vana e mutevole. Korafa si fermò a studiare le incisioni per sette cicli lunari, e lì accolse e organizzò il suo esercito di Amazzoni, scelte contemporaneamente a lei (ma questa è un'altra storia…..). In quel tempo comprese a fondo il legame con il suo popolo e assimilò la saggezza dei secoli. Prima di ritornare alla sua tribù, incise essa stessa il suo graffite sulla pietra, pronta ora ad affrontare con pienezza il Compito. E’ questo il racconto d'iniziazione della più grande delle Regine tuareg: come già detto, molti altri ne seguono. Ora vi è probabilmente più chiara la mia scelta. Qui non viene esaltata la grandezza della regina in se, ma suggerisce le qualità, l'Obiettivo, il Sogno che ognuno di noi può tentare di trovare.
Sofia- Terra di mezzo, I° E.F.- |
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