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THE
JUSTIN VALI TRIO
THE
TRUTH (NY MARINA)
Real
World
Cosa
dovrebbe fare un ragazzo che nasce a pochi km dalla capitale del
Madagascar in una famiglia di musicisti
depositari della tradizione locale?
sLa
risposta è all’interno di questo cd.
Justin
Rakotondrasoa ha
legato il suo nome ad uno strumento, la valiha
(pronunciato come “vah-lee”), una sorta di arpa di bamboo
che rappresenta lo strumento tradizionale dell’isola ma che
rimane praticamente sconosciuto alle tradizioni dell’Africa.
Probabilmente portato qui dalle popolazioni dell’indonesia
e asia meridionale, lo strumento per la gente del posto è
capace di sviluppare una forza mediatrice tra le anime e i vivi.
L’ipnosi acustica e non solo che si “subisce” ascoltando
il cd ci aiuta a credere alla legenda.
Justin
ha il merito, o il dono, di riuscire a suonare lo strumento con
tecnica nuova:arpeggia con le unghie invece che con i
polpastrelli, come vorrebbe la tradizione, il che conferisce al
suono una potenza e una cristallinità da far sembrare la valiha
un arpa elettrica.
E
così senza neanche un ampere e con tanto talento, Justin suona
con tale velocità che, ascoltando, le valiha sembrerebbero tre
ma sono una.
Della
musica che dire?è tradizione pura. è
odore di terra, di pelle e sudore. è
luce di sole e sapore di spezie. a
tratti sembra di ascoltare un pezzo della tradizione sarda o un
passaggio sincopato della pizzica del salento.
ma è solo
l’energia della musica che rimane intanta nelle migrazioni
come nelle guerre,
Da
un punto di vista tecnico il cd è impreziosito dalla
collaborazione di due connazionali di justin,
doudou e clemrass
e un italiano, carlo
rizzo.
Il
primo suona la chitarra; è il braccio destro di justin,
fin da quando quest’ultimo
si trasferì a Parigi.
Il
secondo suona il kabossy, uno strumento tradizionale a sei corde
e alcune percussioni.
Infine
l’italiano carlo
rizzo ha apportato
al cd la ritmica della tradizione dell’Italia meridionale e
quindi mediterranea, ma anche venature persiane e indiane.
Il
risultato finale è un animale selvatico con la valiha a fare da
spina dorsale e che si muove, sinuoso, tra voci, cori e
percussioni in una idea di positiva contemplazione.
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