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2002

Fezzan - Sahara

Trekking Expedition

 

 

Musica in Viaggio

come spesso accade prima o poi bisogna mettersi in cammino portandosi dietro o davanti motivazioni più o meno colorate. Da questa finestra offrirò qualche sentiero. 

                                                                    Lorenzo Ieva

THE JUSTIN VALI  TRIO

THE TRUTH (NY MARINA)

Real World

 

Cosa dovrebbe fare un ragazzo che nasce a pochi km dalla capitale del Madagascar in una famiglia di musicisti depositari della tradizione locale?

sLa risposta è all’interno di questo cd.

Justin Rakotondrasoa  ha legato il suo nome ad uno strumento, la valiha (pronunciato come “vah-lee”), una sorta di arpa di bamboo che rappresenta lo strumento tradizionale dell’isola ma che rimane praticamente sconosciuto alle tradizioni dell’Africa. Probabilmente portato qui dalle popolazioni dell’indonesia e asia meridionale, lo strumento per la gente del posto è capace di sviluppare una forza mediatrice tra le anime e i vivi. L’ipnosi acustica e non solo che si “subisce” ascoltando il cd ci aiuta a credere alla legenda.

Justin ha il merito, o il dono, di riuscire a suonare lo strumento con tecnica nuova:arpeggia con le unghie invece che con i polpastrelli, come vorrebbe la tradizione, il che conferisce al suono una potenza e una cristallinità da far sembrare la valiha un arpa elettrica.

E così senza neanche un ampere e con tanto talento, Justin suona con tale velocità che, ascoltando, le valiha sembrerebbero tre ma sono una.

Della musica che dire?è tradizione pura. è odore di terra, di pelle e sudore. è luce di sole e sapore di spezie. a tratti sembra di ascoltare un pezzo della tradizione sarda o un passaggio sincopato della pizzica del salento. ma è solo l’energia della musica che rimane intanta nelle migrazioni come nelle guerre,

Da un punto di vista tecnico il cd è impreziosito dalla collaborazione di due connazionali di justin, doudou e clemrass e un italiano, carlo rizzo.

Il primo suona la chitarra; è il braccio destro di justin, fin da quando quest’ultimo si trasferì a Parigi.

Il secondo suona il kabossy, uno strumento tradizionale a sei corde e alcune percussioni.

Infine l’italiano carlo rizzo ha apportato al cd la ritmica della tradizione dell’Italia meridionale e quindi mediterranea, ma anche venature persiane e indiane.

Il risultato finale è un animale selvatico con la valiha a fare da spina dorsale e che si muove, sinuoso, tra voci, cori e percussioni in una idea di positiva contemplazione.

 

 

 

Titolo: AXIOM OF CHOICE

Artista: Niya Yesh

Narada World

Non ricordo più come ho incontrato questo cd.come spesso mi dico è lui che ha trovato me.ha deciso di entrare nel mio impianto e farsi ascoltare per giorni.

A suonarlo sono gli AXIOM OF CHIOCE, composto dalle individualità di Mamak Khadem, Ramin Torkian, Pejman Hadadi, ma anche di sessionisti, loro compatrioti, residenti in america.

Il cd è stato “concepito” nella città di Pushkar, in India. Il leader del gruppo, Ramin Torkian, vi si era portato per raccogliere alcune registrazioni dal vivo dei suoni che voleva nel nuovo cd. In America ha poi completato l’opera imbastendo i talenti di 1 percussionista, Greg Ellis (Vas), violoncellisti, Martin Tillman and Cameron Stone, vocalist, David Stringer,il più dotato dei suonatori di kamancheh, Saied Farajipouri e il celebre percussionista persiano Pejman Hadadi

La contaminazione è progressiva.la tradizione persiana della melodia si fonde con le percussioni dell’Africa e l’audacia di strutture musicali più occidentali. Ogni pezzo è cucito a formare un unico tessuto meditativo, così come impone il titolo (Niya Yesh, conoscenza). Mio unico rammarico è stato quello di non riuscire a trovare una traduzione dei testi. E cosi alla fine mi sono goduto il senso di pace inquieta che l’ascolto mi ha procurato.la voce di mamak è solida e leggera come pietra pomice, ma il groove strumentale provoca lievitazione dalla poltrona di quotidianità in cui siamo sprofondati. 

                                                                     Lorenzo Ieva

 

 

Greenland 2001 

La terra degli Inuit

 


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