Musica in Viaggio
come spesso accade prima o poi bisogna mettersi in cammino portandosi dietro o
davanti motivazioni più o meno colorate. Da questa finestra offrirò qualche sentiero.
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Titolo: BZDIK ZINVOR Artista:
ARTO TUNçBOYACIYAN AND ARMENIAN NAVY BAND Il
primo cd in questione mi è arrivato nelle mani travestito da
concerto estivo in una piazza accaldata di città e soprattutto
impersonato dalla faccia ambigua di ARTO TUNçBOYACIYAN
leader dell’ Armenian
Navy Band Sì, ambigua come crossover può essere definita la sua vita, la carriera e la sua musica. Trasferitosi dall’Armenia agli stati uniti nell’81 Arto ha collaborato spesso con artisti del jazz e della world music(Al Di Meola, Joe Lovano,Joe Zawinul,Chet Baker per dirne solo alcuni). Ma il presente è rappresentato da un artista, tra i più virtuosi residenti in Armenia(il cd è stato registrato a Istambul)si è circondato di 12 fuoriclasse(11 uomini, tra fiati archi e pianoforte e una donna che suona uno strumento a corda,il kanun) come rifinitura alla sua arte. Arto
inizia il concerto in piedi, davanti ai suoi strumenti, canta
contorcendosi le mani come se fosse impacciato. Imbarazzante! Ma
già Stupisce la sua voce dotata di notevole estensione, passa da un registro vocale all’altro ma anche è capace di suonare di tutto:dalle percussioni al sazabo(una sorta di sitar armeno),dalle pentole a oggetti impensabili come alcuni giocattoli. E questo nel cd viene fuori fin dalla prima traccia. Ascoltate come si apre il primo brano,Martoon Shishuh. Quello che sentite non è un effetto sintetizzato elettronicamente ma Arto che vocalizza e soffia in una bottiglia accordata con gli altri strumenti introducendo una precisa quantità di acqua. In tutto il cd emerge come la lezione del jazz americano sia stata metabolizzata con il gusto non meno raffinato della musica orientale. Arto suona le percussioni con fare molto…africano e spesso con quell’ arte dell’arrangiarsi, non meno efficace, che ci arriva dal Brasile. Aprite l’orecchio sulla sorridente Oor eh Peliculan dove il nostro suona una pentola con il fondo appena riempito di acqua, roteandola con i pollici infilati nei manici e percotendola con le altre dita. Da segnalare la traccia Dry Road dove l’arte del canto a cappella si fonde alla melodia armena. Chiudo con un esperimento. Ascoltate l’ultima traccia,Bzdik Zinvor che da il titolo al cd, avendo cura di tenere gli occhi chiusi su un fresco crepuscolo estivo. Vi sarete regalati per alcuni minuti una finestra sull’ Anatolia sotto una luna vivace.
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Titolo: DES VISAGES DES FIGURES Artista: NOIR DéSIR
Il secondo cd parte da più vicino, da Bordeaux, Francia. Nasce l’11 settembre…..dello scorso anno in un inconsapevole gesto in controtendenza. Il gruppo è molto conosciuto in Francia anche perché si fa notare da un ventennio. Fuori è solo una rockband per cultori. Già, parliamo di rock ma di quello che fa gocce di acqua salata del mediterraneo e sabbia di Africa sul tappeto della melodia francese. Il cd si sincronizza col battito di chi ascolta fin dalla prima traccia.Vuole creare un substrato su cui poggiare i testi di questo gruppo francese.Le note ci chiedono di metterle sul nomadismo della nostra quotidianità. Dal tragitto casa ufficio in auto allo statico ascolto in poltrona. é musica nomade. Da strada come tanta buona musica ascoltata negli anni ’70. Cruda, contrastante e spesso ipnotica, ma spesso soffice e indulgente verso i nostri pensieri più mobili. Nel cd si segnala la collaborazione (in Le vent nous portera)con Manu Chao, più noto per la strumentalizzazione politica, che ha ricevuto in passato, che per le sue doti di chitarrista etnico. Inoltre i versi del brano Des armes sono del compianto Léo ferré.
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