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Quando
hai iniziato a volare in mongolfiera e cosa ti ha spinto ad
intraprendere questo sport davvero poco comune?
La
mia prima esperienza in mongolfiera avvenne quasi per caso in
Inghilterra 15 anni fa, si trattava di un volo dimostrativo e mi
ricordo che...ebbi tanta paura. Ma non abbastanza! Infatti due
anni più tardi conseguivo, tra i primissimi in Inghilterra, il
brevetto della Civil Avia. In realtà ero abilitato, alla
stregua delle piccole compagnie aeree, a portare passeggeri
civili. La molla che mi ha spinto alla pratica della mongolfiera
è rappresentata dal tentativo di superare la paura, il terrore
di restare appeso ad un pallone in una cesta di qualche metro
quadro; ma non solo, è anche la ricerca dei propri limiti,
rincorrerli per superarli o semplicemente raggiungerli o
sfiorarli. E poi tutto viene reso con gli interessi! E tu che
stamani hai volato lo sai bene eh...eh! (n.d.r. Al di là della
risata condita con un pò di sadismo, sono sicuramente
d’accordo!)
E
poi l’Italia.....?!
Eh
gia, 12 anni fa ho fondato a Gargonza il Discovery Club che
offriva ed offre tuttora (ballooningintuscany.com) voli
in mongolfiera nei cieli della provincia di Siena.E’
possibile, inoltre, anche adottare altre soluzioni con
pernottamenti in un antico podere toscano e praticare il
trekking.
Ma
Robert, svelaci come si può diventare piloti di mongolfiera!
In
Italia è tutto più difficile rispetto agli altri paesi
d’Europa e agli Stati Uniti: ci sono molti vincoli
legislativi, lungaggini burocratiche davvero enormi. Non
a caso in Italia ci sono meno di 100 mongolfiere rispetto alle
1300 della Germania, le 800 della Francia e le 1200
dell’Inghilterra. Tuttavia, per i più "decisi"
esiste una scuola a Cuneo dove è possibile conseguire il
brevetto di pilota. Occorrono 16 ore di istruzione in volo e 5
di teoria a terra (regole del volo, meteorologia, fisiologia,
costruzione delle mongolfiere, il suo montaggio etc.....)
Ed
i costi a quanto ammontano? E’ davvero uno sport per pochi
eletti?
E’
vero! E’ uno sport costoso non proprio per tutti...
soprattutto in Italia dove le tasse sono molto più alte che
altrove. Il brevetto viene a costare sui dodici milioni, la
mongolfiera dai 30milioni in su senza contare i circa 4 milioni
di assicurazione, il milione e mezzo per il collaudo ed i costi
di gestione che ammontano a circa 7 milioni solo per il gas (per
ogni 50 ore di volo!). Ah dimenticavo la ciliegina sulla torta:
ogni 300/350 ore di volo occorre cambiare il telo del pallone
che costa davvero tanto (15/20 milioni).
Meglio
cambiare argomento....ma questo pallone è proprio così sicuro
in volo?
Non
è sicuro, è sicurissimo! E’ certamente lo è più di un
Boeing. Accade raramente qualcosa e quando succede fa tanto
scalpore...
Ci
sono zone in cui si vola meglio ed altre in cui si vola peggio?
Le
zone più "difficili" sono quelle localizzate vicino
al mare perché sono le più ventose, e quelle boschive dove
l’atterraggio è più complicato (n.d.r. E noi che durante
l’atterraggio a Monteriggioni ci siamo visti dare la
precedenza dal pulmino Scuola Bus sappiamo bene quanto sia
importante questa fase del volo!)
E
in inverno come si vola? Immagino che il consumo sia diverso a
causa della diversa temperatura ambientale.
E’
verissimo, in inverno il consumo è molto ridotto rispetto
all’estate in quanto è più facile raggiungere un gradiente
di temperatura di 60° tra l’interno e l’esterno del
pallone.
Spiegaci
meglio Robert!
I
due bruciatori che sono all’interno della cesta producono
circa 16.000.000 B.T.U. e, scaldando l’aria che sale
all’interno del pallone, creano un delta di temperatura tra
l’interno e l’esterno pari a circa 60 ° (variabile con il
peso che è all’interno della cesta, per cui esistono tabelle
standardizzate).In inverno, essendo la temperatura dell’aria
esterna molto bassa in quota (per esempio a meno 20), basterà
portare la temperatura interna del pallone a 40° per volare; se
fuori, come d’estate, è 30 o 40 gradi, bisognerà arrivare
vicino ai 100° all’interno e ciò comporta un grosso
dispendio di energia.
Insomma
l’appuntamento è alla prima nevicata!
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