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2002

Fezzan - Sahara

Trekking Expedition

 

 

GLI AMICI DI GREENADVENTURE:

 

 Un personaggio del mondo dell'avventura o dello 

sport ci saluta con una breve intervista e qualche consiglio.

IL SOGNO IN UNA CESTA

Questo mese "l’amico di Greenadventure" è Robert Etherington, inglese, pilota di mongolfiere. Nato 57 anni fa a Cambridge, ha trascorso buona parte della sua vita nei cieli d’Europa, dalla Cornovaglia alla Toscana.

Fondatore del Discovery Club , in possesso di vari brevetti di volo tra cui quello della Civil Avia inglese, da 15 anni si è completamente dedicato alla mongolfiera e, di recente, ha anche costituito un’ altra associazione, presente anche sul web: www.ballooningintuscany.com  Questa intervista è stata rilasciata da Robert a Donato Vassalli in occasione di un volo effettuato nei cieli del Chianti Senese.

Il primo tentativo, alle 6.00 di un tiepido giovedì settembrino è fallito a causa delle condizioni atmosferiche non idilliache: il troppo vento e le nuvole presenti a schiera probabilmente avrebbero reso il volo troppo "emozionante" per i nostri gusti e.....poi dall’interno delle nuvole il paesaggio delle crete senesi non è poi così affascinante.

Ma il giovedì seguente una splendida giornata di sole fa da cornice a questa travolgente esperienza in mongolfiera. In un’ ora e mezza sorvoliamo le colline senesi che vanno da Rapolano a Monteriggioni in un succedersi di emozioni e sensazioni davvero uniche

Quando hai iniziato a volare in mongolfiera e cosa ti ha spinto ad intraprendere questo sport davvero poco comune?

La mia prima esperienza in mongolfiera avvenne quasi per caso in Inghilterra 15 anni fa, si trattava di un volo dimostrativo e mi ricordo che...ebbi tanta paura. Ma non abbastanza! Infatti due anni più tardi conseguivo, tra i primissimi in Inghilterra, il brevetto della Civil Avia. In realtà ero abilitato, alla stregua delle piccole compagnie aeree, a portare passeggeri civili. La molla che mi ha spinto alla pratica della mongolfiera è rappresentata dal tentativo di superare la paura, il terrore di restare appeso ad un pallone in una cesta di qualche metro quadro; ma non solo, è anche la ricerca dei propri limiti, rincorrerli per superarli o semplicemente raggiungerli o sfiorarli. E poi tutto viene reso con gli interessi! E tu che stamani hai volato lo sai bene eh...eh! (n.d.r. Al di là della risata condita con un pò di sadismo, sono sicuramente d’accordo!)

E poi l’Italia.....?!

Eh gia, 12 anni fa ho fondato a Gargonza il Discovery Club che offriva ed offre tuttora (ballooningintuscany.com) voli in mongolfiera nei cieli della provincia di Siena.E’ possibile, inoltre, anche adottare altre soluzioni con pernottamenti in un antico podere toscano e praticare il trekking.

Ma Robert, svelaci come si può diventare piloti di mongolfiera!

In Italia è tutto più difficile rispetto agli altri paesi d’Europa e agli Stati Uniti: ci sono molti vincoli legislativi, lungaggini burocratiche davvero enormi. Non a caso in Italia ci sono meno di 100 mongolfiere rispetto alle 1300 della Germania, le 800 della Francia e le 1200 dell’Inghilterra. Tuttavia, per i più "decisi" esiste una scuola a Cuneo dove è possibile conseguire il brevetto di pilota. Occorrono 16 ore di istruzione in volo e 5 di teoria a terra (regole del volo, meteorologia, fisiologia, costruzione delle mongolfiere, il suo montaggio etc.....)

Ed i costi a quanto ammontano? E’ davvero uno sport per pochi eletti?

E’ vero! E’ uno sport costoso non proprio per tutti... soprattutto in Italia dove le tasse sono molto più alte che altrove. Il brevetto viene a costare sui dodici milioni, la mongolfiera dai 30milioni in su senza contare i circa 4 milioni di assicurazione, il milione e mezzo per il collaudo ed i costi di gestione che ammontano a circa 7 milioni solo per il gas (per ogni 50 ore di volo!). Ah dimenticavo la ciliegina sulla torta: ogni 300/350 ore di volo occorre cambiare il telo del pallone che costa davvero tanto (15/20 milioni).

Meglio cambiare argomento....ma questo pallone è proprio così sicuro in volo?

Non è sicuro, è sicurissimo! E’ certamente lo è più di un Boeing. Accade raramente qualcosa e quando succede fa tanto scalpore...

Ci sono zone in cui si vola meglio ed altre in cui si vola peggio?

Le zone più "difficili" sono quelle localizzate vicino al mare perché sono le più ventose, e quelle boschive dove l’atterraggio è più complicato (n.d.r. E noi che durante l’atterraggio a Monteriggioni ci siamo visti dare la precedenza dal pulmino Scuola Bus sappiamo bene quanto sia importante questa fase del volo!)

E in inverno come si vola? Immagino che il consumo sia diverso a causa della diversa temperatura ambientale.

E’ verissimo, in inverno il consumo è molto ridotto rispetto all’estate in quanto è più facile raggiungere un gradiente di temperatura di 60° tra l’interno e l’esterno del pallone.

Spiegaci meglio Robert!

I due bruciatori che sono all’interno della cesta producono circa 16.000.000 B.T.U. e, scaldando l’aria che sale all’interno del pallone, creano un delta di temperatura tra l’interno e l’esterno pari a circa 60 ° (variabile con il peso che è all’interno della cesta, per cui esistono tabelle standardizzate).In inverno, essendo la temperatura dell’aria esterna molto bassa in quota (per esempio a meno 20), basterà portare la temperatura interna del pallone a 40° per volare; se fuori, come d’estate, è 30 o 40 gradi, bisognerà arrivare vicino ai 100° all’interno e ciò comporta un grosso dispendio di energia.

Insomma l’appuntamento è alla prima nevicata!

 

 

Greenland 2001 

La terra degli Inuit

 


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